martedì 25 marzo 2008

sono appena tornata e mi stanno di nuovo tutti sul cazzo

lunedì 17 marzo 2008

 dioanubis 

I puntini della i sulle situazioni presenti, passante e future futuribbbili.

mercoledì 12 marzo 2008

Te lo dicevo, no?
Te lo dicevo che avevo bisogno di fare il punto della situazione...ricordi?

E' come quando nel disordine cosmico...decidi che sì, è giunto il momento di riordinare l'armadio. E magicamente saltano fuori delle cose inaspettate. Che spesso escono da delle borse prese da un marocchino quando avevi 16 anni.
Oppure saltano alla mente vecchi ricordi, impolverati tra gli appunti di filosofia e i dizionari di lingua.
Ho un solo piano dell'armadio per i dizionari stranieri. Ma io, tutte quelle parole, le saprò mai in vita mia?

Eppure sì, il punto della situazione va fatto. Perchè lo fanno tutti a questo punto, e tu (aka io) non devi essere da meno.
E allora ti fermi a riflettere e ti rendi conto che stai cercando una valvola di decompressione per questi anni in cui hai corso, per questi mesi dove la parola SONNO era bandita, questi giorni sospesi, con poco o troppo da fare.
Ci rifletti, insomma.

Domani sarò dottorina. E non è che mi cambia la vita...ho solo un foglio che mi libera da un vincolo. Come quando hai un debito e lo estingui, diciamo.
L'agitazione, per ora, non c'è. C'è un senso di stanchezza (per cosa, poi?), di delusione, di rabbia e di melanconia.
A proposito. Lo sai da dove viene la parola "melanconia"? Si attribuisce ad una vecchia incisione del buon vecchio Durer....
...e mi piace talmente tanto che a volte mi ci rivedo in quell'angelo pensieroso. E mi chiedo cosa stia pensando.
Ma nel farlo, anche io divento pensierosa. E quindi il cerchio continua...e non si chiude mai.

In questi anni sono partita con la grinta della liceale. Ho tirato un sospiro di sollievo quando sono uscita dalle Orsoline perchè sì, quel posto non faceva per me. Ma mi sono rimboccata le maniche e ce l'ho fatta, ho portato a termine quel percorso.
E poi mi sono iscritta in università. Mi sono creata degli amici, delle abitudini, dei the in versione massiccia sotto esame, delle nottate in bianco, dei sospiri. E pensavo a quella promessa che mi ero fatta a 16 anni, quella di andare a vivere in Francia.
E, con questo pensiero, andavo avanti. Perchè è questo che ti insegnano i grandi: devi portare a termine i tuoi obiettivi, uno ad uno.

E quando sono arrivata a -10 esami ho percepito la sensazione di chi è allo sprint finale dopo una maratona lunghissima. Ogni firma che mettevo era una x sopra un esame mancante.
Ogni foglio consegnato in segreteria mi avvicinava a quello che ero a 16 anni. Buffo, no?
Eppure non è cambiato nulla.
Di anni ne ho 22. Ho cambiato un numero n di compagnie, ho abbandonato molti giri...perchè non si adattavano a me. Perchè sì, è bello avere molti amici. Però cosa fai...preferisci 10 vestiti da poco di h&m o uno chanel?
Inutile riportare la risposta.

Ti conosco da ormai un paio d'anni. O forse un pò di più.
Però ce ne abbiamo messo del tempo per conoscerci A FONDO. Ci siamo studiate da lontano, dando poco peso alla vita dell'altra.
Eppure guardaci.
Abbiamo dei sogni. Qualcuno l'abbiamo realizzato, altri sono in cantiere.

E io mi sento sospesa, veramente sospesa.
Voglio un biglietto di sola andata. Voglio nuove abitudini, nuovi abbracci, nuove persone. Voglio tutto questo ma voglio anche rimanere ancorata al mio passato.
Voglio Parigi, e la voglio al più presto.
Voglio poter dire "ce l'ho fatta" e voglio dirlo a testa alta. Perchè sì, ne ho bisogno. E non posso, non ci riesco a immaginarmi nullafacente.

Ho deciso. Voglio andare a fare quel periodo di studio.
Tu però aspettami, ok?

ci ho messo...

domenica 2 marzo 2008

ci ho messo 25 minuti ad entrare qui nel blog perchè non ricordavo i dati di accesso;

ci ho messo circa due ore per capacitarmi di certi comportamenti di persone vicine, che sono davvero un insulto alla mia disponibilità;
ci metto tutta l'estate a chiedermi come ho fatto a sopravvivere all'inverno;
ci metto 20 minuti a svegliarmi, ma 2 ore ad addormentarmi;
ci metto 3 secondi per avventarmi su del cioccolato, mentre ci metto 1 secondo a sentirmi poi in colpa;
ci metto ogni giorno dell'entusiasmo in ciò che faccio, ma incamero ogni giorno un pò di occhiaie da pc;
ci metto un secondo a pensare un doppio senso;
ci metto davvero tanto a ragionare sulle mie reazioni; 
ci metto un attimo a innamorarmi di un abito, se poi è Ralph...

Che tu vada qui, in Tanzania, a Parigi o dove vuoi, ti tengo la mano, non ci metto nulla a capire perchè tu ne abbia bisogno, a volte ti leggo dentro.

Lettera personale

Ciao tu,
ho provato infinite volte a immaginarmi questo momento...ma ora che ci sono arrivata...beh, non so neanche cosa provare.
Tra meno di due settimane mi laureo. E qui dovrebbe partire un "chissenefrega", ma a me parte solo un "è fatta".
Si chiude un capitolo, e per me si chiude in modo netto.
Da anni ho preso la mia decisione: specializzarmi all'estero, seguire un'altra strada, cambiare lingua, cambiare abitudini, cambiare ME. E ora ci sono: sono a quel punto nella vita di una ragazza in cui te la fai finita con i "se" e i "ma" e vedi di mettere in pratica tutto.
Vedi di rimboccarti le maniche, sforzarti, riempirti di una forza che molto probabilmente non hai ma inventi e...ce la metti tutta.
Perchè, in fondo, hai bisogno di quel "sono fiero/a di te" perchè chi, come me, ha vissuto la vita quasi sempre sola o accompagnata a tratti...beh, ha imparato ad apprezzare quelle piccole parole magiche.

E' finita.
Da ormai un mese ho dato l'ultimo esame in lingua italiana...e lo so che può sembrare assurdo e banale, ma ho sentito terribilmente il peso di quell'ultima firma.
Perchè poi, di là, la vita cambia.
Le valutazioni cambiano.
Il pregiudizio verso l'italiano è opprimente a volte.
E ti tocca fare leva su quella stessa forza di cui parlavo prima...ma dov'è questa forza?

Ho pensato molto a tutto ciò e sono sempre convinta di partire...ma so anche cosa perdo andandomene di qua.
Perchè, inutile dirlo, i cambiamenti ci saranno. Eccome.

Il fatto è che Milano mi va stretta. La amo e la odio al tempo stesso (chi ci è nato e la vive durante il giorno, seppur senza dormirci, lo capisce bene), mi mancherà sempre...ma non fa per me.
Voglio nuove città, nuove lingue, nuovi luoghi di ritrovo, nuovi abbracci, nuovi stimoli...in generale sì, io voglio gli stimoli.
Perchè è facile progettarsi una vita pacata, tranquilla e senza troppi rischi...ma è più difficile viverla. E io, ormai si sa, non sono così.
Ho 22 anni e sì, perdio, io li pretendo quei brividoni dell'imprevisto. Quel dovermi guadagnare tutto, quel dover lottare per ciò che voglio.
Mi capisci?

Voglio semplicemente poter volare e ora...ora mi sento ferma, in attesa del decollo.
Tienimi la mano finchè non partirò.